Workshop Luci in Studio 2018

Luci, motore… azione!

Dopo un’infinità di tempo e di tentativi, torno finalmente a fotografare soggetti. Questa volta però è un’occasione particolare e al tempo stesso molto istruttiva. A nostra disposizione uno studio (il fotoclub Il primo terzo, a Prato), un set di flash professionali e un docente, il buon Paolo Fani che, con infinita chiarezza, ci ha fornito le conoscenze basilari per l’utilizzo dell’illuminazione da studio. Il nostro soggetto la bellissima Giulia Carboni, modella assai disponibile e professionale. Infine, la sorpresa della giornata è stata la presenza di due bellissimi vestiti sartoriali ad opera della giovane stilista fiorentina Giulia Bechi, uno bianco e uno rosso che hanno esaltato ancora di più la bellezza e la fisicità della nostra Giulia. L’organizzazione questa volta è stata una collaborazione tra Photoexperience, l’associazione alla quale appartengo attivamente e, appunto, Il Primo Terzo.

Lo studio di posa de “Il Primo Terzo”, tratta da: www.ilprimoterzo.it

La giornata è cominciata presto, siamo partiti di prima mattina verso prato e abbiamo preso posto nella sede dell’associazione che ci ha ospitato. Il buon Paolo, ci ha da prima introdotto all’utilizzo dei flash di studio, ci ha illustrato il funzionamento “spartano” del flash medio e di come è possibile modulare la luce attraverso degli appositi modificatori per ottenere l’effetto desiderato sul nostro soggetto. Nel frattempo Giulia ha avuto occasione di prepararsi con il primo dei due vestiti a disposizione. In gruppi di due persone, per via dell’uso dei flash, abbiamo quindi cominciato a regalare le nostre macchine per cominciare a scattare – la prima volta in assoluto per alcuni – in studio. La grossa differenza con altre esperienze precedenti è la staticità delle impostazioni: trovata la migliore combinazione per l’effetto desiderato, sia a livello di scatto che di post-produzione non vi è un gran lavoro da fare. Le foto escono tendenzialmente già pronte così come sono per via della forte ripetibilità delle condizioni di scatto. Per l’occasione ho utilizzato un unico obiettivo, il solito 50mm a f1,8.

Prima sessione: abito rosso e figura intera e fondale bianco. Impostazione di due flash, direttamente sul soggetto e lo sfondo con softbox per rendere l’illuminazione più morbida. Dopo qualche prova siamo pronti a scattare e si va di figura intera, anche per valutare al meglio il pregio dell’abito lungo.

Seconda sessione: abito rosso e figura intera ma questa volta fondale nero. Le impostazioni dei flash, salvo che per la potenza, sono simili alle precedenti. Il punto è proprio vedere la forte differenza che il fondale più scuro causa anche al soggetto in primo piano, sia come illuminazione che come effetto finale.

Terza sessione: si cambia con un abito bianco e il fondale beige, lo schema di illuminazione rimane uguale, ma vengono variate le potenze e le aperture delle macchine per gestire il maggior riflesso offerto dall’abito più chiaro e – di conseguenza – investito da una maggiore quantità di luce. In questa fase vi è anche un tentativo di taglio del soggetto per piani più vicini.

Quarta sessione: si cambia nuovamente il fondale e si ritorna al bianco. L’abito rimane quello bianco, i flash vengono avvicinati per consentire un maggior lavoro sui primi piani e la figura a mezzo busto, uno dei due flash viene impostato con una griglia a nido d’ape al posto del softbox per cercare un maggiore contrasto tra il lato illuminato e quello buio del soggetto. In questa fase vi è una maggiore cura dell’illuminazione del viso, essendo di maggior rilevanza all’interno di questi scatti.

Scatti in orizzontale della stessa sessione.

Quinta sessione: fondale nero e nuovamente abito rosso. Questa volta, però, vi è una forte ricerca dell’illuminazione alla Rembrandt, ovvero un chiaro scuro tra i due lati del soggetto. Softbox da un lato e griglia a nido d’ape dall’altra. Per non perdere dettaglio sui bei capelli ricci di Giulia, è stato aggiunto uno Snoot alle sue spalle puntato sul capo, per creare una luce spot che valutasse appunto la capigliatura della modella.

Scatti in orizzontale della stessa sessione:

Sesta sessione: per quest’ultima sessione, siamo passati ad un fondale blu, in forte contrasto con l’abito rosso e l’introduzione in scena di due cubi bianchi per arricchire il tutto. I flash rimangono simili alla configurazione precedente, salvo che per la potenza e per l’esclusione dello snoot, in questa fase di minor uso. Da segnalare che, in questa fase ci siamo resi conto della presenza di un piccolo ventilatore che abbiamo utilizzato per dare una maggiore leggerezza a vestito e capelli di Giulia.

Scatti in orizzontale della stessa sessione, in questo caso il taglio è fortemente condizionato dall’ottica che avevo montato in quel momento; purtroppo, pur essendo poggiato con la schiena al fondo dello studio, non ho potuto ottenere un campo più ampio e ho dovuto – a mio malgrado – tagliare l’abito che cadeva giù dal cubo.

Finita anche quest’ultima sessione, abbiamo potuto lasciare finalmente libera Giulia di riposarsi, dopo a aver posato per tutta la mattinata e il pomeriggio. Ho conservato, oltre che pubblicato, un corposo numero di scatti anche se in certi casi molto simili tra loro. Tuttavia, di questa esperienza ho preferito conservare molto perché, pur essendo un mio personale primo approccio, ho avuto modo di imparare molto e di ottenere una buona quantità di materiale con una buona qualità di base (cosa più unica che rara, da quando pratico la fotografia).

Insomma, esperienza istruttiva e divertente che spero di ripetere presto; con uno studio a disposizione, ovviamente. Anche lavorare insieme a Paolo e Giulia è stato formativo e assai gratificante per l’estrema cordialità e simpatica con le quali hanno approcciato questo progetto, di questo non posso che ringraziarli e augurarmi di collaborare al più presto con entrambi.

Alla fine, per la gioia di tutti – o quasi – selfone di gruppo con modella e maestro!

Grande giornata, speriamo di poter ripetere presto!

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